sabato 30 aprile 2011

Bellezza Smisurata

Il progetto Bellezza Smisurata raccoglie per l’appunto un sistema di strumenti di sensibilizzazione sulla tematica dell’autostima legata al corpo, nello specifico al corpo femminile in due diverse fascie di età, quella infantile, e quella adolescenziale, che hanno come obbiettivo il rafforzamento di un idea di bellezza strettamente individuale e legata al proprio essere, alle proprie caratteristiche, al proprio vissuto.

Il mezzo che si intende utilizzare è l’abito, quindi il mondo della moda, mondo strettamente legato al corpo. La moda è infatti una continua elaborazione di immagini in cui riflettersi e attraverso cui costruire e proporre agli altri una interpretazione della propria personalità. 
Da qui arrivano ideali di bellezza stereotipati e abiti regolati su uno standard di misure non corrispondenti alla realtà.

Utilizzare il mondo della moda per veicolare un messaggio positivo e un nuovo ideale di bellezza vuol dire utilizzare un linguaggio in cui le ragazze credono e che hanno imparato a seguire.

D.C.A. - disturbi del comportamento alimentare


I più noti DCA sono anoressia e bulimia.

Anoressia
L’anoressia comporta il drastico rifiuto del cibo allo scopo di perseguire un ideale di magrezza irraggiungibile: la persona anoressica non si sente mai magra abbastanza. L’anoressia cela un profondo disagio che si tenta di mettere a tacere attraverso il controllo ossessivo delle calorie e del peso.
L’anoressia colpisce duramente il corpo, lo attacca nelle sue funzioni vitali e può condurre a gravissime conseguenze fisiche.
Bulimia
La persona che soffre di bulimia ha una bassa stima di sé che deriva da un profondo vuoto interiore. Nel disperato tetativo di riempire questo vuoto ingerisce enormi quantità di cibo. Il senso di colpa che ne deriva, costringe ad escogitare pericolose
condotte eliminatorie. La bulimia ha conseguenze devastanti sulla vita e la salute di chi ne soffre. Nella bulimia, quella che si instaura con il cibo,è una vera e propria dipendenza.
Secondo un’ ampia e lunga indagine svolta dal CIDAP, Centro italiano disturbi alimentari psicogeni, si è rilevato, sulla base di proiezioni statistiche, che vi sarebbero attualmente in Italia:  

2.200.000 soggetti di sesso femminile che soffrono di un disturbo alimentare psicogeno di cui:  
1.450.000 bulimiche     750.000 anoressiche

I disturbi del comportamento alimentare riguardano le donne in circa il 90% dei casi.

Ormai si può dire che i disturbi alimentari sono diventati nell’ultimo ventennio una  vera e propria emergenza di salute mentale per gli effetti devastanti che hanno  sulla salute e sulla vita di adolescenti e giovani adulti.

Il problema dei disturbi alimentari appare sempre più drammatico, in una società che propone modelli e immagini pubblicitarie che inneggiano ad un concetto di forma fisica spesso distorto, che induce milioni di ragazzi e ragazze a dichiarare guerra al cibo. 
ll tema centrale del progetto è il sempre più drammatico problema dei disturbi alimentari nelle ragazze, un disagio in costante aumento, che porta a un’ ossessiva sopravvalutazione dell’importanza della  propria forma fisica, del proprio peso e corpo e a una necessità di stabilire un  controllo su di esso, e che può sfociare, nei casi più estremi, in vere e proprie malattie psico-fisiche come l’anoressia e la bulimia.

Questo tipo di problematiche possono sembrare, a prima vista, legate esclusivamente a comportamenti individuali, ma in realtà non si può sottovalutare lo stretto condizionamento sociale che in questo caso si attua attraverso i media e la diffusione di modelli culturali imposti, che appaiono irrinunciabili.

Nel secolo dell’immagine, troppo spesso i disturbi alimentari sono la risposta con cui  i più giovani, soprattutto le ragazze, esprimono il disagio di un confronto impossibile tra il proprio aspetto e l’ideale di bellezza riconosciuto.

Il fine è quello creare una coscienza riguardo ai modelli di comportamento legati all’immagine del corpo femminile nella società contemporanea, modelli oggi dominati dall’apparenza intesa come valore primario che porta a manipolare il corpo in funzione del gradimento sociale, arrivando a considerarlo come una cosa e a perdere il vero contato con esso.

Occorre quindi intervenire per ridare ad ogni donna il diritto di esprimere appieno la propria bellezza, per sentirsi libera da condizionamenti, da stereotipi, dalla necessità di aderire a un’immagine che non sia quella che sente più propria. 
La bellezza, quella autentica, nasce dalla consapevolezza di essere una persona unica e irripetibile in base al rispetto di sé e del proprio corpo, innanzitutto, dalla cura e dall’attenzione che gli si dedica, dalla volontà di valorizzarlo per quello che è, dal piacere di saperlo perfetto ambasciatore della propria anima rifiutando qualunque tipo di condizionamento estetico, qualunque tentativo di omologazione, da chiunque provenga, rifiutando di aderire a un’immagine di bellezza che altri hanno costruito per noi.

Sarebbe necessario che questo diritto venisse riconosciuto dalle istituzioni, attraverso azioni educative rivolte a sviluppare, soprattutto nelle giovanissime, una corretta consapevolezza in questo senso, incentivando specialmente le azioni positive che le aziende possono compiere in questa direzione, attraverso scelte di comunicazione che privilegino la pluralità della bellezza. I media possono e debbono avere un ruolo nella promozione di un processo di liberazione delle donne dai falsi miti estetici, per costruire un modo diverso, più completo e rispettoso, di parlare di bellezza.

venerdì 8 aprile 2011

DESIGN FOR COMPLEXITY
ovvero sistemi adattivi complessi che mostrano un comportamento emergente

comportamento emergente nel nuovo territorio urbano:
LA CURA DELLE COSE
ovvero design to improve quality of life

LA CURA DELLE COSE come
LA CURA DELLE PERSONE come

LA CURA DELLE DONNE E DEL LORO CORPO
un design per ritessere le relazioni sociali, un design per eliminare un disagio, per prevenire una patologia